Quando la milonga diventa una vetrina

Il tango può essere uno spazio prezioso: ci permette di scoprire qualità che non conoscevamo, sentirci apprezzati e trovare un posto in cui esprimerci in modo diverso rispetto ad altri ambiti della vita.

In milonga possiamo sentirci visti, desiderati, ammirati. E non c’è nulla di male: il riconoscimento fa parte della socialità e del piacere di condividere.

Ma cosa succede quando essere ammirati diventa più importante del ballare?

La pista rischia di trasformarsi in una vetrina e il partner, da compagno di un incontro, in parte della nostra immagine da esibire. Perché, a volte, non basta ballare bene: è importante anche che gli altri se ne accorgano.

In fondo, non è così diverso da ciò che accade sui social: pubblichiamo un’immagine, raccogliamo like e, attraverso le reazioni degli altri, cerchiamo una conferma di ciò che siamo e del nostro valore. Nella vita digitale come in milonga, lo sguardo degli altri può diventare una misura di quanto ci sentiamo importanti.

Forse, dietro il bisogno di mettersi in mostra, non c’è soltanto vanità. Magari c’è anche il desiderio di sentirsi qualcuno, almeno lì, sotto gli occhi degli altri.

Una domanda possiamo farci, senza giudizio, ma con la curiosità necessaria per conoscerci un po’ meglio.

Entriamo in pista per il piacere di ballare e incontrare l’altro, o perché qualcuno ci veda e ci confermi quanto valiamo?

Perché c’è una bella differenza tra godersi uno sguardo e averne bisogno.

Una vetrina da dove si vede la Milonga.

Avanti
Avanti

Quando appartenere significa essere liberi. Anche nel tango