Le tribù del Tango

All’inizio siamo tutti principianti: curiosi, voraci di imparare, aperti come bambini davanti a un mondo nuovo. Poi, quando arriva un po’ di sicurezza, si attivano meccanismi quasi adolescenziali: si cercano gruppi di appartenenza, si formano cerchie, si escludono altri. È un atteggiamento comprensibile, ma lontano dallo spirito sociale del tango.

Nel mondo del tango, infatti, nascono molte “tribù”. C’è chi frequenta solo la milonga dove si balla “in un certo modo”, dove gli inviti diventano selettivi. Ci sono i maratoneti e i gruppi degli inviti privati, come se il contatto con chi è agli inizi potesse “contagiare” di principiantismo. Ci sono quelli che amano gareggiare, convinti che un titolo esterno possa confermare il loro valore. E poi ci sono i difensori a oltranza degli stili, pronti a trattare la propria visione come un dogma.

Ma il tango è uno solo. La sua bellezza non sta nell’omologazione, bensì nella diversità che ciascuno porta con la propria storia e personalità. Se tutti ballassero allo stesso modo, sarebbe terribilmente noioso.

💃🕺 Il tango vive nella pluralità. Ed è proprio lì che risiede la sua magia.

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Margarita Klurfan e Walter Cardozo in ballo di tango
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